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Pagine bianche

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Con il termine pagine bianche (endpapers) ci si intende riferire di solito alle due pagine consecutive lasciate intenzionalmente bianche (non stampate) all'inizio e alla fine del libro. 

Nei paesi di cultura anglosassone lo stesso termine individua (anche) le risguardie, le pagine non sempre bianche, anzi spesso stampate con motivi decorativi che nelle rilegature con copertina rigida rimangono quasi per la metà incollate alla copertina.

Il verso della pagina bianca che non è seguita da un occhiello è nella maggior parte dei casi la pagina del controfrontespizio ed è variamente utilizzata dagli editori. Va prima di tutto operata una prima differenza fra gli editori che decidono di lasciare la pagina completamente bianca e coloro che ne prevedono la stampa. I primi probabilmente tendono a salvaguardare e mettere in rilievo l'elemento fondamentale delle pagine iniziali, il frontespizio. E perciò evitano di appesantirne la lettura con altri elementi ancorché di servizio e dislocati nella pagina a fronte. I secondi non si rassegnano a far rimanere vuoto uno spazio dal punto di vista comunicativo così di primo piano, per cui a seconda delle esigenze vi spostano di tutto, dalla dedica agli altri titoli in collana, dalle dichiarazioni di copyright al finito di stampare che concettualmente e storicamente completano le diciture del frontespizio.

Editori e pagine bianche

In molti editori e soprattutto in molte edizioni non di pregio la prima pagina è utilizzata come occhiello. In una o due righe poste generalmente nella metà superiore della pagina è riportato il titolo della collana, con eventualmente il numero che il volume ha nella collana: Universale Laterza / 831 (Laterza 2003), ET Classici / 91 (Einaudi 2008), Gli struzzi *390 (Einaudi 1990), Oscar Saggi (Mondadori 1996), Oscar grandi classici (Mondadori 2008), UNIVERSALE PAPERBACKS IL MULINO / 305. (Il Mulino 2007), TASCABILI BOMPIANI (Bompiani 2010), BIBLIOTECA SCIENTIFICA SANSONI / 5 (RCS 1996), BUR (RCS 1995), ACQUARELLI (Giunti Demetra 2006), Sintesi (Bruno Mondadori 1996, 2002).

Zanichelli pare aver abolito del tutto le pagine bianche all'inizio del volume che inizia direttamente con il frontespizio. Conserva in alcuni casi bianca la pagina di guardia nelle edizioni rilegate, in altre si trova anche questa stampata con intenti funzionali al testo nel solo recto, mentre il verso (la pagina in controfrontespizio) continua ad essere preservata bianca.

Il Mulino per contro è costante e severo nell'utilizzo della pagina bianca come occhiello: dalla collezione di Testi e Studi all'Universale Paperback alla scolastica Itinerari.

Ma il comportamento degli editori non è uniforme, e a seconda della collana e delle edizioni, si possono trovare ripensamenti. Laterza (2010) conserva una pagina bianca prima dell'occhiello in cui è riportata la collana nella Economica Laterza e anche i Grandi Tascabili Economici (Newton Compton 2010) hanno una pagina bianca prima del titolo di collana.

A parte Zanichelli, nelle edizioni di un certo impegno rilegate con copertina rigida gli editori tendono a conservare la pagina bianca: così Einaudi nei Dizionari Einaudi, Laterza nella Storia Oxford dell'arte classica, Mondadori nei Meridiani. Rimane l'utilizzo di occhiello o di semplice riassunto del titolo (halftitle) nelle pubblicazioni del Mulino (Collezione di Testi e Studi), di Laterza nelle Enciclopedie del Sapere, Garzanti con I classici, Electa e De Agostini.

La tendenza perciò, superata la necessità di proteggere realmente il contenuto del libro dalle conseguenze di una cattiva rilegatura o di una vita tormentata fra gli scaffali, sembra quella di vincere il vuoto della pagina bianca utilizzandola a mo' di occhiello oppure decorandola con segni tipografici minimi che, pur se a volte ridondanti, diano senso alla pagina e ne confermino l'identità funzionale.

Letto 7642 volte Ultima modifica il Venerdì, 14 Dicembre 2012 02:43
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