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Colophon

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Frontespizio dell'Indice dei libri proibiti nell'edizione del 1664 che contiene la proibizione del Dialogo di Galileo e la riammissione di Copernico dopo l'avvenuta correzione (Index librorum prohibitorum Alexandri VII pontificis maximi iussu editus, Romae, ex typographia Reverendae Camerae Apostolicae, 1664). Frontespizio dell'Indice dei libri proibiti nell'edizione del 1664 che contiene la proibizione del Dialogo di Galileo e la riammissione di Copernico dopo l'avvenuta correzione (Index librorum prohibitorum Alexandri VII pontificis maximi iussu editus, Romae, ex typographia Reverendae Camerae Apostolicae, 1664). © Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

Il colophon o con termine disusato colofone (dal greco kolophon, coda) era la pagina di chiusa del libro in cui gli editori dichiaravano la proprietà dell'opera e stampavano il proprio emblema.
Nel colophon si riportano svariate diciture tecniche e di servizio molte delle quali obbligatorie per legge. In genere sono sempre presenti

  • la data di pubblicazione,
  • il copyright con il nome di chi detiene i diritti dell'opera (nella maggior parte dei casi l'editore, se esiste,oppure l'autore)
  • l'ISBN, dove attribuito, nella sola forma numerica
  • nel caso che si tratti di una traduzione o di un lavoro stampato sotto licenza di altri, il titolo dell'opera con i dati completi che individuano il libro nell'edizione originale.
  • in caso di ristampa o di nuova edizione, vanno riportate complete di mese a anno la data della prima edizione e in nuova riga la data della edizione corrente.

Nella pagina del colophon trovano inoltre posto tutte le diciture e i ringraziamenti che non sono stati esposti altrove. A seconda delle scelte effettuate dell'editore, nel colophon possono ospitarsi i nomi dell'illustratore, del traduttore, dell'editor, del direttore editoriale, del grafico e dello stampatore.
Inoltre sempre nel colophon, se non è prevista una pagina apposita dei ringraziamenti, vanno ringraziamenti a enti e istituti per collaborazioni ricevute, per patrocini o per contributi economici ricevuti per la stampa. Ancora nella stessa pagina sono raccolte le referenze fotografiche, se non riportate una per una nelle didascalie e se non sono tante abbastanza da suggerire un elenco a parte (elenco delle fotografie e delle illustrazioni). Sempre nel colophon vanno inseriti i ringraziament anche personali dell'autore, se non riportati altrove, ai privati che hanno fornito collaborazioni a qualunque titolo, materiali, interviste, foto, documenti, spunti ecc.
Infine lo stesso spazio accoglie le diciture di rito, spesso in doppia lingua (italiano e inglese), riguardanti il divieto di riproduzione in tutto o in parte senza il permesso scritto dell'editore.
La mole di dati via via destinata al colophon è molto cresciuta nel tempo presso quasi tutti gli editori, al punto che la pagina è divenuta un ingombro considerevole e di difficile gestione all'interno del libro. Per questa ragione molti editori tendono ormai a riprodurre i contenuti propri del colophon in più pagine separate, cercando di contenere le diciture al minimo indispensabile. La formula <finito di stampare> obbligatoria per legge poiché è necessario indicare sempre nome e indirizzo dello stampatore si trova infatti quasi sempre in una pagina a parte, nelle pagine finali del volume. Ad essa a volte si accompagnano altre notizie, la marca dell'editore, il piano delle ristampe (Einaudi).

Letto 14375 volte Ultima modifica il Giovedì, 14 Febbraio 2013 23:44
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